
Introduzione di Francesca Pietracci
Eva Fischer e suo marito Alberto Baumann sono artisti legati all’Ungheria grazie all’origine delle loro famiglie.
Le loro biografie parlano chiaro, più di ogni altro possibile commento, ma vorrei focalizzare le loro vite e le loro opere nel concetto di dinamismo che li ha caratterizzati e uniti fin dall’inizio. Per questo si è voluti partire da una foto famosa, quella del loro matrimonio “in bicicletta”, rievocando anche la bicicletta come soggetto di tante opere di Eva e di uno dei primi ritratti che fece ad Alberto.
Ecco allora che il titolo “Tandem” rimanda a vari riferimenti: artistici, biografici e relazionali. Intelligenza, dinamicità, apertura a tutto tondo, questo ha fatto di loro persone e artisti di rara qualità.
Eva Fischer è sicuramente la più celebre dei due e la sua vita è stata completamente dedicata all’arte. Penso anzi che proprio trasportato dalla sua grande energia Alberto, scomparso da qualche mese, abbia integrato la sua professione di scrittore con quella di scultore e pittore e Alan, loro figlio, si sia dedicato da sempre alla comunicazione e al giornalismo.
Le opere presentate in questa mostra sono state selezionate seguendo il criterio del “movimento” ed è come se i dipinti di Eva Fischer dedicati al ballo trovassero la loro traduzione astratta nelle sculture e nei dipinti di Alberto Baumann. Non voglio affermare con ciò una sua dipendenza artistica, ma anzi sottolineare una sorta di loro osmosi intellettuale, seppure manifestata attraverso stili assolutamente differenti.
Le opere